Open Camp Roma 2008
Organizzato dallo stimato Lug della Sapienza di Roma, l’Open Camp ha avuto luogo sabato 15 Marzo presso i locali messi a disposizione dalla Città dell’Altra Economia
Il buon Walter ci ha invitati e messi in condizione (obbligati? :D) di poter fare un intervento, di questo ringraziamo lui e tutta l’organizzazione.
Raccontiamo un po’ questa nuova esperienza, vista da chi si trova da anni ad indossare diversi “cappelli”, da semplici utenti a fondatori di ADD. Personalmente l’avventura è iniziata già alla stazione termini, dove una moltitudine di persone già pregustava gli eventi sportivi del giorno, ossia la partita di campionato di calcio Roma-Milan e l’incontro di Rugby Italia-Scozia. Quest’ultimo in particolare ci ha donato particolari soddisfazioni :p
Tornando a noi, semplice arrivare al luogo dell’evento ma magari descrivere meglio sul sito del barcamp non avrebbe fatto male. Io ero accompagnato da mio cugino Denis “tetractius” ed appena arrivati abbiamo subito conosciuto un gentile e anche troppo prodigo Paolo Del Bene che ci ha dato delucidazioni sul luogo dell’evento e gli interventi.
Il luogo visto dall’esterno lascia ampio spazio all’immaginazione, essendo una zona un po’ particolare dal punto di vista sociale e urbanistico. All’interno invece del cortile, l’ambiente era decisamente piacevole e consono all’evento.
Il primo intervento a cui abbiamo assistito vedeva Simone Onofri illustrare il cammino che sta portando il web verso il futuro. Nonostante io personalmente non sia ferrato in materia, grazie all’ottima spiegazione di Simone ed all’aiuto di Mauro e mio cugino Denis sono riuscito a star dietro a buona parte del discorso, carpendone l’essenzialità. Da segnalare che Simone è anche autore del logo dell’Open Camp
Decisamente interessante la spiegazione del web semantico ma resto tutt’ora affascinato dal “Mash dei dati” che sarà sempre più presente in quello che usiamo chiamare web2. Sostanzialmente si tratta di sviluppare applicazioni in grado di prelevare e rendere coerenti i dati provenienti da fonti diverse per produrre nuove informazioni. Tanto per fare un esempio pratico che renda l’idea, immaginate un portale che faccia mash-up dei dati provenienti da google maps e da un sito che tiene l’elenco e l’indirizzo dei migliori agriturismi. Viene da se che il web2, che per alcuni è una tecnologia che cambierà il futuro, in realtà è solo un nuovo modo di intendere il web e non una tecnologia
Di estremo interesse è stato il successivo intervento di Matteo Brunati. Dopo un preambolo di riflessione sul web e sulla direzione che il mondo informatico sta prendendo, passando per le concezioni di gratis, free e tantissimo ancora, ha portato lo spettatore a comprendere le infinite possibilità che si celano dietro ad un uso consapevole e collegiale di Internet. Il concetto di “Coscienza condivisa” è quello che mi ha lasciato particolarmente felice di far parte di questo mondo. Più vicino ai temi della nostra associazione invece, è stata l’illustrazione del progetto di rete radioamatoriale hiperlan che coinvolge 18 radioamatori che fanno capo ad altrettanti nodi, permettendo di interconnettere diverse zone tra Veneto ed Emilia Romagna. Sicuramente avremo modo di discutere meglio di progetti del genere, che vediamo fiorire sempre più spesso sul territorio italiano.
Comunque tante informazioni le trovate sul suo blog, un luogo che ho piacere di definire “utile”, per intraprendere profonde riflessioni sul web, seguendo percorsi che non partano necessariamente da un ambito prettamente informatico.
La fame dell’ora di pranzo è stata piacevolmente saziata da ottimi panini, pizzette e dolci. Abbiamo approfittato per parlare con i ragazzi di Ninux e conoscere il mitico Orolab. Il progetto di rete libera a cui stanno lavorando è ampiamente discusso anche sul nostro forum ed abbiamo avuto occasione di discutere anche di normative e problematiche “italiane” legate a queste tipologie di rete basate su hot spot completamente liberi.
Un intervento di estremo interesse è stato presentato dai ragazzi di Wikimedia che hanno illustrato il loro lavoro di amministratori e moderatori del sito italiano di wikipedia, non che degli innumerevoli attacchi che ogni giorno ricevono. Attacchi di tipo “editoriale”, perpetrati non solo dai soliti troll che si trovano ovunque e lo fanno al solo scopo di destabilizzare l’ambiente o per problemi personali, ma anche professionisti del settore dell’informazione! Hanno raccontato episodi di soggetti che vandalizzano le pagine di wikipedia inserendo voci o informazioni completamente false al solo scopo di screditarne l’immagine. Wikipedia è una risorsa mondiale, probabilmente quella che oggi ricopre l’importanza maggiore nella vita di ognuno di noi. Deve essere preservata, curata e fatta crescere, in nome della cultura, dell’informazione e della condivisione.
E finalmente arriviamo all’intervento di Anti Digital Divide!
Quei loschi figuri di mark_knopfler, citus e Inland_Empire si sono seduti al banco per parlare di digital divide, ovviamente, ma in una chiave diversa, o almeno quella era l’intenzione. L’intervento è stato improvvisato e non pianificato, quindi assolutamente spontaneo. Il super presidente Mauro “mark_knopfler” Guerrieri ha presentato il digital divide infrastrutturale, quello che conosciamo e combattiamo da anni. L’infrastruttura c’è ma è mal sfruttata, presenta dovunque apparati obsoleti e castranti che isolano gli utenti dai servizi a banda larga ma fanno felici i giacca e cravatta che si riempiono di cifre e statistiche. Noi non ci stiamo, le statistiche le fanno gli utenti e chi conosce la situazione, non i politici e gli industriali che vogliono farci credere che tutto vada bene. La seconda parte ha visto il vice presidente di ADD Alessio “citus” Susi presentare il digital divide culturale, quello che coinvolge chi, pur avendo il mezzo connettivo, non ha le capacità per sfruttarlo appieno. In questa categoria rientra una grandissima fetta della popolazione. Molti utenti oggi sono facili prede della mala informazione, un potente mezzo strumentalizzato dall’economia e la politica. Uno dei mali di oggi è che le persone che hanno dimenticato che l’uomo non è fatto per accettare passivamente gli stimoli dell’ambiente, ma è predisposto per assimilarli e analizzarli. La curiosità è da sempre il motore che ha spinto l’uomo a compiere i suoi numerosi balzi evolutivi, ma oggi siamo più propensi a crogiolarci nel mal comune, grazie al capro espiatorio che periodicamente viene proposto dai convenzionali mezzi d’informazione. Qualcuno le chiama “armi di distrazione di massa”, probabilmente non ha tutti i torti.
L’intervento era globalmente complesso e ci siamo resi conto che necessitava di una struttura più ordinata e magari qualche video/slides a corredo. Abbiamo impiegato svariati minuti prima di prendere il filo del discorso, ma tutto sommato possiamo ammettere che la partecipazione è stata ottima. Ciò che ci ha dato maggior soddisfazione è stata la differenza dai classici interventi, in cui solitamente la comunicazione è monodirezionale, dall’oratore agli interlocutori. In questo caso invece, forse per curiosità, forse per confusione (:D), c’è stata una grande partecipazione del pubblico che ha reso dinamica la discussione, trasformandola in un vero e proprio forum all’aperto.
Un tema delicato, trattato in conclusione d’intervento, è stata la partecipazione dei “non addetti ai lavori”. C’è purtroppo da rilevare che in questi incontri c’è sempre una scarsa partecipazione delle persone comuni, non informate. Sempre le stesse persone a parlare e interagire. Fa piacere incontrarsi dopo essersi conosciuti nel web, ma farebbe ancor più piacere conoscere persone che magari sono venute solo per curiosità, per capire, per crescere. Sicuramente un mea culpa generale non risolve il problema. Bisogna coinvolgere la gente, una missione dfficile che dovrebbe vederci impegnati tutti.
Ed a proposito di impegno, è stata trattata l’idea di creare community di community, che permettano a diversi gruppi di lavorare insieme per un bene comune, ma probabilmente ammetto che essendo molto vasto come argomento, andrebbe ridiscusso meglio dopo un’attenta riflessione, anzichè essere gettato lì nel mucchio di temi che è stato trattato.
Ultimo, ma non per importanza, l’intervento dei ragazzi di Ninux, che trovate riassunto meglio dai diretti interessati sul loro sito e sul forum di ADD. Purtroppo noi non abbiamo potuto partecipare a causa dell’orario dell’ultimo treno disponibile. Abbiamo approfittatto della pausa pranzo proprio sapendo che non avremmo potuto discuterne in aula.
Tirando le somme, un’esperienza interessante che speriamo di ripetere presto.
Il mondo è pieno di gente in gamba, persone che possono dare molto al prossimo. Internet permette a queste persone di comunicare al mondo intero, interagire e, quando possibile, incontrarsi. Come in questa bellissima occasione
Abbiamo appena creato un nuovo spazio per ADD!
Andate a vedere le foto dell’Open Camp sul nostro account su Flickr
http://www.flickr.com/photos/antidigitaldivide/sets/72157604152038533/


[…] Alessio “citus” Susi Vice presidente di ADD racconta la sua storia all’OpenCamp, ed è contento di aver conosciuto i ragazzi di ninux ne parla nel blog […]
Ciao ragazzi,
una piccola continuazione del discorso Wi-Fi e Digital Divide, e un grazie caloroso per la recensione, troppo buoni .)
-> A proposito di Wi-Fi cittadine…
La prossima settimana online la presentazione estesa portata all’opencamp, resa piu’ comprensibile ai piu’…
Ciao Matteo e grazie per la visita